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ETS e biometano: la tracciabilità dei dati è la vera priorità

Per chi opera nel settore del biometano, la normativa ETS non è un tema astratto di policy europea. È un argomento che tocca direttamente il valore economico della propria produzione ed ha come controparte clienti industriali abituati ad elevati standard di rendicontazione.




Il passaggio ad ETS2 aprirà ulteriormente il mercato

Nel sistema ETS già vigente, il meccanismo di riduzione tramite il biometano è definito con chiarezza: una quantità di biometano immessa in rete può annullare una pari quantità di metano fossile, a condizione che la Garanzia d'Origine rispetti determinati requisiti di sostenibilità. Questo consente agli impianti soggetti a ETS di ridurre il fabbisogno di acquisto di quote sul mercato.

Per l'ETS2 si adotteranno sicuramente misure similari.

   Rimangono sempre gli "hard to abate" non ETS o comunque tutte le aziende che vogliono adottare politiche di decarbonizzazione


Per le imprese "hard to abate" che non rientrano direttamente nel perimetro ETS, la questione si sposta su un altro piano: quello della rendicontazione ESG e della carbon neutrality volontaria, sempre più richiesta da investitori, banche e clienti lungo la filiera in ottica CSRD.

In entrambi gli scenari — compliance obbligatoria o percorso volontario — il fattore critico è lo stesso: dati strutturati, tracciabili e verificabili secondo standard riconosciuti.

Una Garanzia d'Origine solida richiede tracciamento puntuale dei flussi. Un report ESG credibile richiede un calcolo dell'impronta di carbonio conforme a standard internazionali, non un'elaborazione manuale in un foglio Excel a fine anno. Una compliance CSRD difendibile richiede continuità e verificabilità dei dati, non ricostruzioni a posteriori.


Come Biogas Optitool© si inserisce in questo scenario

Biogas Optitool© è stato progettato per rispondere esattamente a questo bisogno: una piattaforma che, oltre ad emettere i certificati di sostenibilità per il sistema nazionale di sostenibilità, calcola l'impronta di carbonio secondo lo standard ISO 14067, con un modello di calcolo certificato da Bureau Veritas, generando in automatico reportistica da integrare nei bilanci non finanziari.

Il tutto integrato con la gestione operativa e logistica dell'impianto, senza necessità di hardware proprietario o sistemi paralleli.

L'ETS2 non si compensa con crediti volontari. Ma i dati che servono per navigare entrambi i binari — obbligatorio e volontario — sono gli stessi. Chi li struttura ora, con un sistema verificabile, arriva al 2028 con un vantaggio competitivo reale. Chi li rincorre a ridosso della scadenza, rincorre anche i costi.


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