Carbon Neutrality: un obiettivo ambizioso per l’industria. Gli impianti biogas a CO2 negativa possono emettere crediti di carbonio?
- laurabrida
- 17 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Le aziende, soggette o meno al bilancio di sostenibilità, che intendono attuare politiche di decarbonizzazione per arrivare alla cosiddetta “carbon neutrality”, stabiliscono strategie di medio-lungo periodo per ridurre le proprie emissioni usando framework standardizzati a livello internazionale.
Per arrivare alla neutralità, ridurre non è sufficiente (ovvero tecnicamente impossibile), è necessario compensare con iniziative a “CO2 negativa”: questo comporta l’acquisto di crediti di carbonio sul mercato volontario.

Quali sono i crediti di carbonio acquistabili sul mercato e quali sono le regole alla base della credibilità di tali crediti? Al momento la maggior parte delle aziende compensa acquistando crediti di carbonio di Verra, organizzazione senza scopo di lucro americana (Washington, DC, USA) fondata nel 2007 che emette tali crediti in base a propri protocolli, il più importante dei quali è il Verified Carbon Standard (VCS) legato alla gestione forestale sostenibile.
È evidente che non esiste una regolamentazione internazionale chiara, è sostanzialmente una questione di “etica e rigore” dell’organizzazione che definisce le regole e certifica i progetti che generano questi crediti, da un lato, e di credibilità sul mercato internazionale, dall’altro. Ovviamente il costo del credito gioca un ruolo altrettanto importante.
Ma come si inseriscono gli impianti biometano e biogas in questo contesto? Distinguiamo tra:
· Impianti biometano
· Impianto biogas con cogenerazione elettrica
Nel primo caso i conteggi sul risparmio di CO2e sono legati ad un sistema nazionale di certificazione obbligatorio per chi ha ricevuto degli incentivi per la realizzazione dell’impianto e per l’immissione del biometano in rete. Per non incorrere in un “double counting”, questi impianti sono da escludere.
Nel secondo caso, invece, per gli impianti a biogas che sono fuori dai regimi di incentivazione della tariffa omnicomprensiva un calcolo secondo le norme internazionali ISO (14064 o 14067) permette, già adesso, ad un’azienda proprietaria di una quota maggioritaria di compensare la CO2e negativa sul consolidato del proprio bilancio di sostenibilità. Questo è particolarmente significativo per quegli impianti che processano molti effluenti zootecnici.
Si tratterebbe “soltanto” di creare un protocollo come quello di Verra che permetta di rendere questi crediti “fruibili a terzi”, quindi al di fuori dei propri rapporti societari.
La Soluzione: Biogas Optitool Biogas Optitool nasce per valorizzare questa tipologia di impianto. Ad oggi, è l’unico applicativo in grado di fornire:
Valori reali sul risparmio di CO2 relativo all’utilizzo di effluenti zootecnici bovini nella digestione anaerobica degli impianti biogas e biometano
Bilanci di CO2e sul ciclo di vita secondo un modello di calcolo "CFP Systematic Approach" certificato da Bureau Veritas Italia Spa in conformità alla norma ISO 14067:2018
Siamo anche in grado di simulare questi conteggi ex ante grazie ad un modello deterministico.
La transizione energetica non è solo una questione di "energia prodotta", ma anche di dati tracciabili e affidabili sugli effettivi miglioramenti ambientali.
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